La legge di conversione del decreto Transizione 5.0 è stata pubblicata in Gazzetta Ufficiale n. 15 del 20 gennaio 2026. È in vigore dal 21 gennaio 2026.
Il testo non cambia l’impianto della misura, ma chiarisce punti che avevano creato dubbi.
Soprattutto sul cumulo degli incentivi.
Stop al cumulo tra Transizione 5.0 e 4.0 sugli stessi beni
Il chiarimento più rilevante riguarda i crediti d’imposta.
Per gli stessi beni:
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non è possibile cumulare
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credito d’imposta Transizione 5.0
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credito beni strumentali 4.0 ordinario
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L’impresa deve scegliere uno solo dei due regimi.
Il principio è ora esplicito e non più interpretabile.
Questo obbliga molte aziende a rivedere la struttura dei finanziamenti già pianificati.
Credito d’imposta 5.0: struttura invariata
Restano confermate:
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aliquote dal 35% al 45%
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riservate alle PMI
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legate a risparmi energetici certificati
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massimali distinti per scaglioni di investimento
Il vero cambiamento non è tecnico, ma interpretativo: il divieto di cumulo ora è certo.
Domande già presentate: cosa succede
Le scadenze sono superate, ma restano utili per i casi pendenti.
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prenotazioni GSE entro 27 novembre 2025
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integrazioni ammesse fino al 6 dicembre 2025
Se un’impresa ha prenotato entrambi i crediti:
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dopo il completamento dell’investimento
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il GSE può chiedere, entro 5 giorni, la rinuncia a uno dei due
Se non si risponde:
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si perde il beneficio
Se il credito 5.0 non viene riconosciuto per esaurimento fondi:
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resta possibile usare il credito 4.0 ordinario
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nei limiti delle risorse disponibili
Cumulo possibile con ZES Unica dal 2025
Arriva invece una conferma positiva per il Mezzogiorno.
Dal 2025:
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Transizione 5.0 è cumulabile con credito ZES Unica
Condizioni:
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il totale degli aiuti non supera il 100% dei costi
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le spese devono essere distinte o complementari
Per le imprese del Sud:
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Campania
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Puglia
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Calabria
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Sicilia
l’intensità di aiuto può arrivare molto vicino al costo totale dell’investimento.
Compatibilità con Nuova Sabatini
Resta compatibile anche la Nuova Sabatini.
Il contributo:
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copre gli interessi sul finanziamento
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si somma ai crediti d’imposta
La chiave è la pianificazione.
Serve valutare bene ogni combinazione per evitare contestazioni.
Agrivoltaico: requisiti più chiari
Il decreto interviene anche sugli impianti agrivoltaici.
Per essere considerati tali:
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l’attività agricola deve restare prevalente
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il fotovoltaico non può sostituirla
Servono due condizioni:
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continuità delle colture
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uso di tecnologie avanzate
Ammesse, tra le altre:
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moduli sollevati o rotanti
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sistemi di agricoltura digitale e di precisione
Confermata quindi la possibilità di integrare energia e agricoltura senza snaturare l’attività agricola.
Golden Power esteso a banche e assicurazioni
La legge amplia i poteri speciali del Governo.
Ora coinvolgono anche:
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settore bancario
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settore assicurativo
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settore finanziario
Obiettivo:
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proteggere asset strategici
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soprattutto da acquisizioni extra-UE
L’intervento è però subordinato ai pareri:
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BCE per le banche
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EIOPA per le assicurazioni
Un equilibrio tra sicurezza nazionale e regole europee.
Cosa cambia davvero per le imprese nel 2026
Nessuna rivoluzione.
Ma confini più netti.
Nel 2026 le imprese dovranno:
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scegliere tra 5.0 e 4.0 per gli stessi beni
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confrontare il 5.0 con il nuovo iperammortamento 2026
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pianificare con attenzione il cumulo degli incentivi
Per il Mezzogiorno:
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ZES Unica + Transizione 5.0
resta la combinazione più forte
La partita si gioca tutta sulla strategia.
Non più sull’interpretazione.

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